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 Maggio 2016

Intervista con il Dott. Stefani Claudio sul ruolo del professionista nel versamento delle tasse e nella pianificazione fiscale

Allora Dott. Stefani è proprio vero che i commercialisti aiutano i contribuenti a non pagare le tasse?

Per rispondere a questa domanda dovremmo rimanere qui, assieme, per qualche settimana, tanto variegate potrebbero essere le argomentazioni. Il commercialista, soprattutto nella sua accezione più classica, è il professionista che assiste il contribuente negli adempimenti tributari. Naturalmente l’assistenza contempla anche valutazioni e calcoli al fine di corrispondere all’Erario quello che è giusto sulla base della legislazione vigente. Questo non vuol dire non fare pagare le tasse al contribuente ma anzi credo che la nostra categoria abbia il merito di aver condotto il nostro paese in questo campo a comportamenti che 50 anni or sono erano inimmaginabili: la consapevolezza dell’obbligazione fiscale come dovere civico. Certo l’evasione fiscale è ancora molto elevata ma occorre guardare i fatti per quello che sono e distinguere i comportamenti fiscali delle diverse zone del nostro paese dal comportamento dei delinquenti: la maggior parte dei contribuenti delle nostre zone ha un comportamento fiscale assolutamente legittimo.

 Via, Dott. Stefani non sia buonista, non legge i giornali e le stime di evasione in Italia?

Certo che leggo i giornali, tuttavia le ribadisco che la maggioranza dei contribuenti veneti è in regola nei rapporti con l’amministrazione finanziaria. Il problema è che la parte sana e corretta della nostra economia deve pagare anche per chi non fa il proprio dovere fiscale. Il problema evasione fiscale non è quindi solo  un problema di macroeconomia, dello Stato, ma anche del singolo contribuente  che deve supportare aliquote elevate delle imposte per sopperire alle furbizie di una minoranza, anche se significativa, di contribuenti. Il grande sforzo in atto di miglioramento da parte dell’Agenzia delle Entrate deve essere visto quindi con estremo favore da cittadino comune perché questo servirà anche a fare giustizia oltre che a risollevare le misere casse statali che devono sopportare uno dei più ingenti indebitamenti pubblici al Mondo.

Ma è effettivo questo miglioramento dell’Agenzia delle Entrate o si tratta del solito vezzo italiano di cambiare perché nulla cambi?

No, il fisco italiano ha veramente fatto passi da gigante se confrontato con un passato neppure tanto lontano. Pensi all’informatizzazione di tutti i rapporti, all’invio telematico delle Dichiarazioni fiscali che consente di lavorare praticamente in tempo reale all’Amministrazione Finanziaria, al cosiddetto Cassetto Fiscale che consente al contribuente ed ai suoi professionisti di prendere visione di tutte le pratiche che lo riguardano senza muoversi dalla scrivania. Per tutti questi aspetti l’Amministrazione finanziaria italiana è ai primi posti nel Mondo. Quello che più lascia ben sperare è comunque il grande miglioramento delle competenze tecniche dei funzionari, spesso giovani, ma laureati e dinamici, che parlano il nostro stesso linguaggio ed ai quali non si possono più raccontare storie.

Gli evasori totali oppure quelli che lei chiama delinquenti devono preoccuparsi quindi del futuro?

Credo proprio di si. Le competenze tecniche dei funzionari ed i mezzi tecnologici che hanno a disposizione possono veramente cambiare le cose nel settore del controllo e dell’Accertamento Fiscale e rendere più giusto un rapporto che per molti anni ha premiato i “furbi” rispetto a quelli che facevano il loro dovere, volenti o obbligati dalle condizioni specifiche in cui operavano.

Dott. Stefani, mi sembra che parli come un funzionario dell’Amministrazione Finanziaria: come concilia queste considerazioni  con l’assistenza fiscale al cliente che vuol pagare il meno possibile?

Non pagare le imposte nel breve termine è l’operazione più semplice ma anche più “stupida” possibile per un imprenditore che ha come obiettivo di massimizzare il profitto ed il Patrimonio nel medio e lungo termine. Al di là delle considerazioni morali, che utilità ha non pagare le imposte nel breve termine se rischiamo poi che il fisco venga a prendersi in futuro tutto il nostro, apparentemente nostro, patrimonio? Una buona pianificazione fiscale consente invece di fare il nostro dovere col fisco e di vivere serenamente con la consapevolezza che potremmo eventualmente aver fatto qualche errore ma sostanzialmente essere a posto.

E così aiutare i contribuenti a non pagare le tasse si chiama pianificazione fiscale?

La sua è una semplificazione, oltretutto provocatoria. E’ chiaro che nel fare il proprio dovere fiscale il contribuente va aiutato ad applicare le norme in modo corretto usufruendo di tutte le agevolazioni che il legislatore ha non solo ammesso ma spesso sollecitato con la sua Politica Fiscale. La pianificazione fiscale consente di fare il proprio dovere senza pagare in modo dissennato magari oltre il dovuto. Considerare nella consulenza di gestione aziendale anche il carico fiscale conseguente ad ogni operazione è uno degli obblighi primari del Commercialista nei confronti del suo cliente.

Ma allora come fa il singolo contribuente a sapere in che situazione si trova nei suoi rapporti col fisco e se può dormire sonni tranquilli?

Direi che un Professionista della nostra categoria è sicuramente in grado di analizzare questo problema e fare una idonea fotografia della situazione. Credo comunque che sia molto più importante agire a priori, prima del problema, non dopo. La pianificazione fiscale, come dice la stessa parola, si fa prima. Dopo è sempre troppo tardi.

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