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3° parte - La finanza Aziendale

Un indispensabile aspetto nella gestione del rapporto banca-impresa è la verifica e l’analisi, da parte di ogni singola azienda, della propria “sostenibilità dell’indebitamento finanziario”. Quest’ultima, in particolare nelle piccole e medie imprese riveste un aspetto essenziale ed è un indicatore che, se non si assesta a valori normali, può provocare la loro esclusione nelle procedure di distribuzione del credito.

La struttura tipica dell’indebitamento nelle piccole e medie aziende è spesso a breve termine, quindi non congrua con il reale fabbisogno dell’impresa e sovente assistita da garanzie personali dei soci: ciò può portare a notevoli difficoltà. E’ quindi essenziale, per un’azienda, prima di tutto, analizzare e verificare la sostenibilità dei finanziamenti, che vuole richiedere, sotto l’aspetto patrimoniale, economico e finanziario. Tale analisi si esplica nella verifica del congruo rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri e nella verifica dell’utile operativo (ossia dell’utile generato dai ricavi dedotti i costi variabili, i costi fissi, il costo del personale, in altre parole l’utile generato dalla gestione caratteristica) che deve essere in grado di coprire gli oneri finanziari.

Va da se che affinché un operazione di finanziamento sia sostenibile per l’impresa è necessario che il valore del risultato dell’attività caratteristica sia superiore al costo dei mezzi finanziari impiegati per realizzarlo.

Diversamente è bene creare una struttura finanziaria meno onerosa o con una diversa distribuzione degli oneri finanziari, o in ultima analisi, rinunciare al finanziamento (ciò però non è da vedere come un aspetto in assoluto positivo, perché mancati finanziamenti, vuol dire mancati investimenti e quindi minori opportunità per l’azienda). Bisogna saper quindi prevedere e verificare i flussi di cassa che un determinato progetto sarà in grado di generare perché saranno quelli necessari al rimborso delle passività finanziarie accese, sia con riferimento agli interessi che al capitale.

Tutte le problematiche sopra trattate fanno capo ad un ambito della finanza ben definito detto “ristrutturazione finanziaria dell’azienda”, che si sviluppa tramite un’accurata analisi della situazione relativa all’indebitamento aziendale, per capirne la sostenibilità, i costi e le soluzioni per migliorarla.

Per esempio, uno strumento valido, sovente utilizzato per migliorare la struttura debitoria di un’azienda è il “consolidamento del debito”. Tramite questa operazione l’azienda può estinguere i debiti a breve termine che ha accumulato nel tempo che non riesce ad estinguere e che sostituisce con un nuovo tipo di finanziamento dalla scadenza temporale più lunga, portando ampi vantaggi in termini di maggiore stabilità, maggiore disponibilità finanziaria e maggiore tranquillità operativa. Altro esempio pratico può essere la variazione di un c/c ipotecario in un mutuo ipotecario, tale operazione oggigiorno è una pratica agevole e permette di risparmiare. O ancora, altra operazione interessante è la surroga del mutuo, una pratica a costo zero che può far risparmiare, mettendo in concorrenza i vari istituti con chiari benefici in termini economici.

Da quanto sopra proposto si capisce quanto sia necessario per un’azienda verificare il peso e la coerenza dell’incidenza degli oneri finanziari, grazie all’ausilio dell’analisi di bilancio e dell’analisi della struttura patrimoniale dell’azienda.

La valutazione di questi aspetti deve essere di primaria importanza, i risparmi infatti che si possono ottenere equivalgono, in taluni casi, ad incrementi del proprio utile e quindi maggiori risorse da poter reinvestire in azienda, con maggior serenità per l’imprenditore, e nei casi più estremi può significare addirittura sopravvivere.

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