Nel Consiglio dei Ministri n. 149 del 20 novembre 2025 è stato approvato il decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto”. Tra le principali novità figura la proroga di dieci anni, fino al 1° gennaio 2036, dell’entrata in vigore del regime di assoggettamento IVA – in forma di esclusione – per i corrispettivi specifici versati da associati, partecipanti o tesserati per lo svolgimento delle attività istituzionali.
La disciplina, introdotta dal D.lgs. 146/2021, prevedeva il superamento dell’attuale regime di esclusione ex art. 4, comma 4, del D.P.R. 633/1972, disponendo l’assoggettamento a IVA in regime di esenzione ai sensi dell’art. 10 del medesimo decreto. L’applicazione di tale regime avrebbe comportato importanti adempimenti per gli enti associativi, quali l’emissione della fattura, la tenuta dei registri IVA, l’invio delle comunicazioni periodiche e la presentazione della dichiarazione annuale.
Le numerose proroghe intervenute negli anni avevano già spostato l’entrata in vigore del nuovo regime al 1° gennaio 2026, rispetto alla data originaria del 1° gennaio 2024. Con il nuovo rinvio al 2036, per il quale si attende la pubblicazione in Gazzetta, gli obblighi IVA vengono ulteriormente differiti, offrendo più tempo per l’adeguamento a una vasta platea di enti: associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e realtà attive nella formazione extrascolastica.