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Gestione ASD e SSD

RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI DI ASD

RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI DI ASD

La Riforma dello Sport ha il pregio di avere introdotto una possibilità, di cui ancora pochi sanno e che ancora di più sottovalutano. La possibilità di vedere riconosciuta l’autonomia patrimoniale perfetta in capo all’asd, con una procedura molto semplificata e “veloce. E’ sufficiente, infatti, un patrimonio minimo di € 10.000 e l’ente sportivo può essere iscritto, dal Notaio che redige il verbale di assemblea straordinaria, nella sezione apposita del RASD, delle ASD con personalità giuridica. Ma cosa significa nel concreto? L’art. 38 del codice civile cita: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. La norma menzionata, applicabile anche alle obbligazioni tributarie, dev’essere vista come forma di responsabilità collegata all’ingerenza nell’attività dell’ente. La giurisprudenza è, infatti, unanime nell’escludere che si

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ASD e SSD: verifica dati al RASD entro il 31.08.2025

Entro il 31 agosto 2025, tutti gli enti sportivi (ASD e SSD) iscritti al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) dovranno effettuare una verifica puntuale dei propri dati. L’iscrizione a questo Registro certifica la natura dilettantistica dell’ente e costituisce il prerequisito per accedere ai benefici fiscali, contributivi e amministrativi. Alla fine di agosto 2025 si conclude infatti il primo triennio di operatività del RASD. Entro questa data, tutte le ASD e SSD dovranno accedere alla propria posizione sul Registro e verificare: In merito al punto 3 si precisa che vanno indicate le attività didattiche svolte (la comunicazione dei corsi realizzati e dei soci/tesserati partecipanti sono inviate dalle ASD/SSD, secondo le diverse procedure attivate dagli Organismi), oltre che le attività formative ed agonistiche, che dovrebbero essere caricate in automatico dagli Organismi affilianti. Il mancato aggiornamento della propria posizione RASD entro la scadenza del 31 agosto 2025 può determinare:

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Incarichi Giudiziari: CTU e CTP

Rassegna di Giurisprudenza : l’importanza della corretta applicazione delle disposizioni statutarie dei sodalizi sportivi

Non sempre viene compresa la significatività della corretta documentazione della vita associativa dell’ente e di quanto sia essenziale, per fruire delle agevolazioni fiscali, documentare correttamente la vita associativa, che dev’essere tenuta distinta dall’attività gestoria del Direttivo.  Ancora, il ruolo di associato, non va confuso con quello di tesserato. Con la presente segnaliamo alcune recenti sentenze giurisprudenziali per rimarcare l’importanza della corretta applicazione delle regole statutarie tipiche dei sodalizi sportivi. In particolare, quando faremo riferimento all’art. 148 del Tuir parliamo della norma che consente, verificate varie condizioni, di detassare le entrate derivanti da associati o tesserati, i c.d. corrispettivi specifici. La sentenza Cass. 3.1.2025 n. 62 nega le agevolazioni di cui all’art. 148 Tuir a una ASD in cui vi era coincidenza tra i soci fondatori con quelli della società che concedeva in locazione il complesso aziendale (una palestra); a tale circostanza si aggiungevano, inoltre, il mancato rinvenimento dell’atto costitutivo, del

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Co.co.co. sportivi e pensione quota 100

E’ giunta una importante sentenza dalla Corte dei Conti del Veneto che offre chiarimenti circa la situazione che ha provocato non pochi disguidi per i soggetti che hanno avviato rapporti cococo e che fossero anche andati in pensione con la cd “quota 100”. La sentenza n. 19 del 16 gennaio 2025 stabilisce che per le collaborazioni coordinate e continuative sportive instaurate ai sensi del decreto di riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021) i cui compensi non superano la soglia dei 5.000 euro è possibile mantenere il diritto alla pensione anticipata senza incorrere in contestazioni da parte dell’INPS. Secondo la Corte dei Conti infatti non sussistono i presupposti affinché l’INPS possa procedere al riconteggio del trattamento pensionistico avendo, il ricorrente, percepito un compenso da co.co.co. sportiva contenuto entro il limite di 5.000 euro. Il divieto di cumulo si poneva infatti l’obiettivo di garantire che il beneficiario dell’agevolazione uscisse definitivamente dal mercato del lavoro.

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Affitto o noleggio di strutture sportive fra ASD/SSD e regime IVA – Chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Con la risposta ad interpello n. 36/2025 l’Agenzia delle Entrate affronta un tema molto sentito: l’affitto o il noleggio di strutture sportive fra ASD/SSD e regime IVA. Secondo l’Agenzia delle Entrate: In merito al punto 1. è necessario che entrambe le parti possano regolarmente qualificarsi quali ASD/SSD e siano affiliati alla medesima Federazione Sportiva Nazionale o Ente di Promozione Sportiva o Disciplina Sportiva Associata (non è sufficiente il generico riferimento al CONI e/o al RASD). Inoltre lo statuto deve prevedere le clausole richieste dalla legge e dev’essere registrato. In merito al requisito sub 2. la risoluzione precisa che l’esclusione da IVA delle attività di noleggio dell’impianto sportivo può essere ammessa solo a condizione che il gestore continui a destinare lo stesso in via esclusiva allo svolgimento dell’attività sportiva di cui al proprio oggetto sociale, e che tale requisito deve essere rispettato anche dall’affittuaria e non è ammessa se l’attività di noleggio/affitto dell’impianto dovesse costituire

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ASD Fallimento - Studio Stefani Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Avvocati

Rimborsi forfettari ai volontari sportivi: ulteriori chiarimenti

!!!SPOILER!!! Se anche si parlerà di delibera Figc, consigliamo un’attenta lettura anche alle ASD/SSD che non praticano il calcio! Dopo la pubblicazione della DELIBERA della FIGC del 1.11.2024 ci sono stati sottoposti numerosi quesiti in tema di VOLONTARIATO sportivo e RIMBORSI FORFETTARI. Difatti, secondo la FIGC, possono essere considerati volontari non tesserati, oltre a formatori/docenti, intrattenitori/assistenti del pubblico, supervisori/organizzatori di gara, anche chi si dedica: – al supporto logistico; – alla manutenzione degli impianti; – a ogni altra attività utile alla gara; – all’accompagnamento di atleti minori, disabili e paralimpici. Tuttavia tali attività devono essere strettamente correlate allo svolgimento della gara o evento o manifestazione sportiva riconosciuta dalla federazione. In sostanza la FIGC non ha affermato che possiamo pagare i manutentori o gli autisti dei pulmini coi rimborsi forfettari. Questo è infatti in netto contrasto con la normativa relativa al lavoro sportivo. La ratio della delibera è federale è ricomprendere

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Attenzione Commercialisti Studio Stefani

L’Obbligo del Defibrillatore Semiautomatico per gli Enti Sportivi

In seguito all’ultimo grave incidente occorso sul campo di gioco al noto giocatore di calcio della Fiorentina, sono arrivati in Studio dei quesiti inerenti all’obbligo di dotazione del defibrillatore semiautomatico. In sintesi, possiamo riassumere questa importante tematica come segue: Al fine di garantire la massima tutela della salute di tutti gli utenti, in particolare per quegli impianti sportivi che non sono destinati esclusivamente ad attività didattica e/o agonistica, si consiglia di garantire la presenza di personale formato all’utilizzo del DAE per tutto l’orario di apertura dell’impianto, indipendentemente dal fatto che siano in corso allenamenti, gare o attività agonistiche in genere. Difatti avere il dispositivo, ma non avere personale presente che lo sa utilizzare, potrebbe non mettere al sicuro la sicurezza degli sportivi, ma nemmeno parrebbe tenere indenne da eventuali responsabilità chi amministra l’ente sportivo.

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Rimborsi Forfettari : ulteriori chiarimenti

Dopo il recente cambio di pensiero del nostro legislatore in tempa di volontariato sportivo, sono ancora tantissimi i dubbi che attanagliano gli operatori sulla possibilità di erogare i cd “rimborsi forfettari” ai volontari. Il D.Lgs. 36/2021, infatti, originariamente escludeva ogni forma di rimborso forfettario. Con le modifiche apportate dall’articolo 3, comma 3, lettera b), D.L. 71/2024, convertito con modificazioni dalla L. 106/2024, è stato confermato che “le prestazioni dei volontari sportivi di cui al comma 1 non sono retribuite in alcun modo (…) ma è stata introdotta la possibilità di riconoscere ai “volontari sportivi” rimborsi forfettari per le spese sostenute per attività svolte anche nel proprio Comune di residenza, nel limite di 400 euro mensili. Tale possibilità è esclusa per i sodalizi sportivi che siano iscritti anche nel RUNTS, mentre, per le realtà sportive non iscritte nel Runts ma solo al RAS, risulta attivabile al verificarsi delle seguenti condizioni: 1.

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Contabilità generale

Quando si valuta la trasformazione in SSD a RL…

Da sempre lo Studio assiste le ASD che intendano trasformarsi in SSD a RL. Tra le prime cose che ci viene chiesto è che cosa è bene verificare prima di prendere una decisione simile, se ci sono accortezze o aspetti da verificare. Si elencano qui, senza pretesa di esaustività, i punti che si ritengono essenziali per procedere: In ultimo si rappresenta che le stesse verifiche e controlli andranno posti in essere se l’asd dovesse decidere di acquisire la personalità giuridica.

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Il rapporto tra soci e tesserati

Un tema sempre molto sentito è il rapporto numerico fra associati e tesserati. Questo perché spesso l’amministrazione finanziaria mira a far decadere le agevolazioni fiscali dei sodalizi sportivi, cercando di dimostrare che non vi è democraticità se gli associati sono pochi e i tesserati tanti. Come a dire che a decidere sono sempre i soliti e gli altri sono meri frequentatori e fruitori di servizi sportivi (dei clienti??). Sul punto va fatta una importante precisazione: non esiste una norma di legge che imponga o stabilisca un criterio esatto per determinare il rapporto fra tesserati ed associati. E se dopo una Riforma come quella che ci ha appena travolto il legislatore non ha sentito l’esigenza di inserire una tale precisazione, è perché le asd devono essere libere di organizzarsi come ritengono più opportuno. Anzi è normativamente prevista una distinzione fra associato e tesserato, pertanto se le due figure avessero dovuto necessariamente

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