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News Sport e Terzo Settore

Ancora sulla responsabilità tributaria nelle ASD

Torniamo sul tema della responsabilità per debiti tributari dei componenti del Consiglio Direttivo di una ASD senza personalità giuridica. Infatti la recente Ordinanza 9937/2026 della Corte di Cassazione, purtroppo, conferma la responsabilità del legale rappresentante subentrante nella carica, in merito ad un avviso di accertamento relativo ad un periodo d’imposta in cui non era in carica! In particolare, secondo la Suprema Corte, quest’ultimo è responsabile personalmente delle obbligazioni tributarie di un’asd non riconosciuta solo perché ricopre tale ruolo, senza che la Pubblica Amministrazione debba dimostrare che sia lei/lui effettivamente ad avere svolto l’attività. Anzi il neo nominato deve svolgere una sorta di “due diligence fiscale”, verificando se i dichiarativi sono stati presentati in modo corretto e se le imposte sono state versate: se ciò non fosse, deve rimediare direttamente, presentando le dichiarazioni integrative e versando le imposte non già versate. Analoga responsabilità possono avere anche i componenti del direttivo, a

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Sport e dipendenti pubblici

Nel mondo dello sport dilettantistico lavorano o sono volontari molti dipendenti pubblici (insegnanti, facenti parti delle Forze Armate, operatori sanitari, etc.). Non va dimenticato che, vista la particolarità del ruolo pubblico svolto da queste persone, vi è una specifica normativa da rispettare. Sia da parte loro, sia da parte dell’ente sportivo datore di lavoro. In particolare, il dipendente pubblico: INOLTRE l’ASD/SSD deve comunicare all’amministrazione pubblica datore di lavoro i compensi erogati, nei trenta giorni dalla fine dell’anno di erogazione oppure, se il rapporto cessa prima, nei trenta giorni dalla cessazione del rapporto;

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Premi sportivi: torna l’esenzione sotto i 300 euro. Ecco cosa cambia nel 2026

Vi segnaliamo che la disciplina sui premi sportivi è stata nuovamente modificata dal DL 27 marzo 2026 n. 38 (c.d. decreto fiscale); in particolare, viene reintrodotto l’esonero da ritenuta sui premi agli sportivi erogati dal 28 marzo 2026 (data di entrata in vigore del DL 38/2026) al 31 dicembre 2026, se l’ammontare complessivo delle somme attribuite nel suddetto periodo dal sostituto d’imposta al medesimo soggetto non supera l’importo di 300 euro. L’esonero da ritenuta non è a regime; in assenza di ulteriori novità legislative, a partire dal 1° gennaio 2027 la ritenuta sui premi agli sportivi tornerà quindi ad applicarsi, sussistendone i presupposti, su qualsiasi somma erogata a tale titolo. Di conseguenza, sulla base delle diverse disposizioni succedutesi nel tempo, la disciplina applicabile in materia risulta la seguente:– premi erogati dal 1° luglio 2023 al 28 febbraio 2024: nessun esonero da ritenuta;– premi erogati dal 29 febbraio 2024 al 31 dicembre 2024: esonero da ritenuta entro l’importo

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IVA nello sport : Proviamo a fare chiarezza

Confermiamo subito che sino al 31.12.2035, ai fini IVA, nulla cambia! Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in conformità alle finalità istituzionali dalla generalità degli enti associativi nei confronti dei propri associati / tesserati / partecipanti, verso il pagamento dei c.d. corrispettivi specifici, possono pertanto continuare a non rientrare nel campo di applicazione dell’IVA. In questo lasso temporale, si auspica arriveranno i dovuti chiarimenti per coordinare la normativa Iva del DPR 633/72 con quella dettata dal DL 75/2023 – Articolo 36 bis, comma 1, in vigore dal 17.8.23 “Le prestazioni di servizi strettamente connessi con la pratica dello sport, compresi quelli didattici e formativi, rese nei confronti delle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica da parte di organismi senza fine di lucro, compresi gli enti sportivi dilettantistici di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto”. Pertanto,

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La circolare 1/E 2026 e le novità fiscali per il Terzo Settore

La Circolare n. 1/E del 19 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate rappresenta un punto di svolta per la fiscalità degli Enti del Terzo Settore (ETS), fornendo chiarimenti operativi sull’applicazione del Codice del Terzo Settore (CTS) a partire dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025. Il documento si rivolge a enti iscritti al RUNTS, ex-ONLUS, APS, OdV e fondazioni, delineando un nuovo scenario normativo e fiscale. La circolare introduce, tra l’altro, criteri più precisi per distinguere le attività non commerciali da quelle commerciali, dettaglia il test di prevalenza tra proventi commerciali e non, fondamentale per la qualificazione fiscale dell’ente e per la determinazione degli adempimenti in materia di IRES e IVA. La stessa dedica particolare attenzione ai regimi forfetari: il regime ex art. 80 CTS per ETS non commerciali e quello super-agevolato ex art. 86 per APS e OdV, che prevedono coefficienti di redditività estremamente ridotti e semplificazioni contabili. La

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News Sport e Terzo Settore

Lavoratore Sportivo e “Tesserino”

Per potere concludere contratti di collaborazione sportiva ed essere iscritti al RASd, ma anche svolgere la professione di istruttore sportivo/allenatore in partita iva, accedendo alle agevolazioni fiscali e previdenziali introdotte con la riforma dello sport, è obbligatorio avere il titolo federale. Tale qualifica può essere ottenuta frequentando un corso erogato da un organismo di affiliazione riconosciuto dal CONI, in linea con le disposizioni per l’implementazione del sistema nazionale di qualifiche degli operatori sportivi (SNAQ). Tale modello, individua le quattro qualifiche professionali conseguibili dai tecnici, corrispondenti a quattro livelli (Aiuto allenatore, Allenatore, Allenatore capo, tecnico di quarto livello) e chiarisce i requisiti e il percorso necessario per ottenere le rispettive qualifiche, precisando che gli Enti di promozione sportiva sono legittimati a organizzare un percorso finalizzato a rilasciare attestati esclusivamente per il conseguimento della qualifica di aiuto allenatore, che valgono solo per l’ente di riferimento, in assenza di apposite convenzioni con le FSN.

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Premi Sportivi : chiarimento definitivo

I recenti interventi normativi correttivi hanno condotto all’ abrogazione dell’esenzione precedentemente prevista per i premi sportivi destinati ad atleti (e tecnici), nella misura di € 300 annui. Con l’art. 18, comma 4, lett. h), D.Lgs. 192/2025, il legislatore è infatti intervenuto abrogando integralmente l’art. 45, comma 9, del TUVR, cioè la norma che avrebbe reso strutturale l’esenzione. La conseguenza dell’abrogazione è: • l’esenzione resta limitata esclusivamente al periodo 29 febbraio – 31 dicembre 2024; • dal 1° gennaio 2025 non opera più, definitivamente; • viene meno anche la possibilità di rimborso nel 2026 (come pareva inizialmente possibile per chi aveva applicato la r.a., vista l’incertezza normativa ed interpretativa). In definitiva: i soggetti che nel corso del 2025 abbiano erogato premi sportivi senza applicazione della ritenuta del 20% sono tenuti a regolarizzare la propria posizione fiscale, procedendo: Consigliamo, se interessati, a ravvedere prima possibile in modo che i modelli CU/770 2026

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Operatività regimi fiscali degli ETS

Dal 1° gennaio 2026 prende avvio la piena operatività delle norme fiscali riferibili al Terzo settore. Gli Enti del Terzo settore devono dunque necessariamente operare attente valutazioni circa l’organizzazione contabile dell’ente, le procedure interne, la classificazione delle entrate e delle uscite e le conseguenti impostazione dei regimi fiscali e contabili applicabili. Il Codice del Terzo Settore risulta dunque operativo anche nel Titolo X che tratta appunto la disciplina fiscale di questi Enti definendone una classificazione che impatta non solo per quanto riguarda l’imposizione ma anche la struttura contabile da adottare. Nel termine del 2025 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una bozza di circolare sulla disciplina fiscale degli ETS iscritti al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), avviando una consultazione pubblica. Tale documento intende fornire “i primi chiarimenti” sulle disposizioni del codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e di qualificazione fiscale. Si rende dunque necessaria da parte degli interessati una attenta lettura, utile a delineare

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RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI DI ASD

RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI DI ASD

La Riforma dello Sport ha il pregio di avere introdotto una possibilità, di cui ancora pochi sanno e che ancora di più sottovalutano. La possibilità di vedere riconosciuta l’autonomia patrimoniale perfetta in capo all’asd, con una procedura molto semplificata e “veloce. E’ sufficiente, infatti, un patrimonio minimo di € 10.000 e l’ente sportivo può essere iscritto, dal Notaio che redige il verbale di assemblea straordinaria, nella sezione apposita del RASD, delle ASD con personalità giuridica. Ma cosa significa nel concreto? L’art. 38 del codice civile cita: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. La norma menzionata, applicabile anche alle obbligazioni tributarie, dev’essere vista come forma di responsabilità collegata all’ingerenza nell’attività dell’ente. La giurisprudenza è, infatti, unanime nell’escludere che si

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Calendario

Enti Associativi : Prorogata al 2036 l’esclusione IVA

Nel Consiglio dei Ministri n. 149 del 20 novembre 2025 è stato approvato il decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto”. Tra le principali novità figura la proroga di dieci anni, fino al 1° gennaio 2036, dell’entrata in vigore del regime di assoggettamento IVA – in forma di esclusione – per i corrispettivi specifici versati da associati, partecipanti o tesserati per lo svolgimento delle attività istituzionali. La disciplina, introdotta dal D.lgs. 146/2021, prevedeva il superamento dell’attuale regime di esclusione ex art. 4, comma 4, del D.P.R. 633/1972, disponendo l’assoggettamento a IVA in regime di esenzione ai sensi dell’art. 10 del medesimo decreto. L’applicazione di tale regime avrebbe comportato importanti adempimenti per gli enti associativi, quali l’emissione della fattura, la tenuta dei registri IVA, l’invio delle comunicazioni periodiche e la presentazione della dichiarazione annuale. Le numerose proroghe intervenute negli anni avevano

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