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News Sport e Terzo Settore

Operatività regimi fiscali degli ETS

Dal 1° gennaio 2026 prende avvio la piena operatività delle norme fiscali riferibili al Terzo settore. Gli Enti del Terzo settore devono dunque necessariamente operare attente valutazioni circa l’organizzazione contabile dell’ente, le procedure interne, la classificazione delle entrate e delle uscite e le conseguenti impostazione dei regimi fiscali e contabili applicabili. Il Codice del Terzo Settore risulta dunque operativo anche nel Titolo X che tratta appunto la disciplina fiscale di questi Enti definendone una classificazione che impatta non solo per quanto riguarda l’imposizione ma anche la struttura contabile da adottare. Nel termine del 2025 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una bozza di circolare sulla disciplina fiscale degli ETS iscritti al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), avviando una consultazione pubblica. Tale documento intende fornire “i primi chiarimenti” sulle disposizioni del codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e di qualificazione fiscale. Si rende dunque necessaria da parte degli interessati una attenta lettura, utile a delineare

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RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI DI ASD

RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI DI ASD

La Riforma dello Sport ha il pregio di avere introdotto una possibilità, di cui ancora pochi sanno e che ancora di più sottovalutano. La possibilità di vedere riconosciuta l’autonomia patrimoniale perfetta in capo all’asd, con una procedura molto semplificata e “veloce. E’ sufficiente, infatti, un patrimonio minimo di € 10.000 e l’ente sportivo può essere iscritto, dal Notaio che redige il verbale di assemblea straordinaria, nella sezione apposita del RASD, delle ASD con personalità giuridica. Ma cosa significa nel concreto? L’art. 38 del codice civile cita: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. La norma menzionata, applicabile anche alle obbligazioni tributarie, dev’essere vista come forma di responsabilità collegata all’ingerenza nell’attività dell’ente. La giurisprudenza è, infatti, unanime nell’escludere che si

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Calendario

Enti Associativi : Prorogata al 2036 l’esclusione IVA

Nel Consiglio dei Ministri n. 149 del 20 novembre 2025 è stato approvato il decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto”. Tra le principali novità figura la proroga di dieci anni, fino al 1° gennaio 2036, dell’entrata in vigore del regime di assoggettamento IVA – in forma di esclusione – per i corrispettivi specifici versati da associati, partecipanti o tesserati per lo svolgimento delle attività istituzionali. La disciplina, introdotta dal D.lgs. 146/2021, prevedeva il superamento dell’attuale regime di esclusione ex art. 4, comma 4, del D.P.R. 633/1972, disponendo l’assoggettamento a IVA in regime di esenzione ai sensi dell’art. 10 del medesimo decreto. L’applicazione di tale regime avrebbe comportato importanti adempimenti per gli enti associativi, quali l’emissione della fattura, la tenuta dei registri IVA, l’invio delle comunicazioni periodiche e la presentazione della dichiarazione annuale. Le numerose proroghe intervenute negli anni avevano

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In arrivo i controlli per gli enti iscritti al RUNTS

Nel recente settembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 7.8.2025, che riguarda la modalità con cui verranno svolti i controlli sugli enti iscritti al RUNTS. I controlli potranno essere di tipo ordinario o straordinario. ll controllo ordinario ha per oggetto la verifica del rispetto da parte dell’ente della normativa ad esso applicabile, anche attraverso accertamenti effettuati a campione sulla documentazione esibita. In particolare, vengono analizzati gli elementi indicati nella seguente tabella. Campo di applicazione dei controlli ordinari Correttezza della denominazione dell’ente anche in ragione della sezione di iscrizione nel RUNTS Compatibilità della forma giuridica con la qualifica di ETS e con la sezione di iscrizione nel RUNTS L’ente non è un soggetto escluso ai sensi dell’art. 4 co. 2 del DLgs. 117/2017 (*) L’ente non risulta sottoposto a direzione e coordinamento o controllato da soggetti esclusi, fatte salve le deroghe previste dalla legge Presenza del numero minimo

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Forfettari e lavoro sportivo

Come orami noto Il lavoro sportivo nel settore dilettantistico beneficia infatti di alcune agevolazioni di natura tributaria e contributiva. In base all’art. 36  del DLgs. 36/2021 sotto il profilo fiscale “i compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo non costituiscono base imponibile ai fini fiscali fino all’importo complessivo annuo di euro 15.000,00”. Erano dunque sorti dubbi nell’interpretazione circa il corretto coordinamento tra le regole applicabili al lavoro sportivo e la disciplina dedicata in particolare ai contribuenti in regime forfetario di cui alla L. 190/2014. Si attendevano dunque chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate circa il corretto trattamento. Le attese precisazione sono state ora fornite grazie alla consulenza giuridica n. 14/2025 la quale, in sostanza, evidenzia che “I lavoratori sportivi in regime forfetario possono beneficiare della non imponibilità dei compensi fino a 15.000 euro annui; detti componenti rilevano tuttavia in fase di verifica della soglia massima di compensi percepiti (pari a 85.000 euro), ai fini della permanenza nel regime”.

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Attenzione Commercialisti Studio Stefani

Attenzione : Legge 398/91 in scadenza!

Ormai è certo che dall’1.1.2026 entreranno in vigore le regole fiscali del c.d. Terzo Settore. Ma questo significa anche che la l. 398/91, regime fiscale super agevolato e super usato nel no profit, non sarà più fruibile per tanti che finora ne hanno invece approfittato. Il “regime 398”, infatti, spetterà soltanto alle sportive che non saranno contestualmente iscritte al RUNTS. Di conseguenza pro loco, associazioni culturali, musicali, etc. non potranno più usufruirne. Che cosa faranno dunque questi soggetti?? Tornando per un attimo alle sportive, ASD e SSD, se non già iscritte al RUNTS non dovranno fare proprio niente, se vorranno conservare il regime di favore. Se invece hanno la doppia iscrizione, dovranno decidere se rimanere nel RUNTS  e perdere la 398, oppure cancellarsi e conservare il regime fiscale in questione. Tutti gli altri enti non sportivi saranno di fronte all’importante scelta di entrare nel RUNTS, e magari fruire dei nuovi

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ASD e SSD: verifica dati al RASD entro il 31.08.2025

Entro il 31 agosto 2025, tutti gli enti sportivi (ASD e SSD) iscritti al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) dovranno effettuare una verifica puntuale dei propri dati. L’iscrizione a questo Registro certifica la natura dilettantistica dell’ente e costituisce il prerequisito per accedere ai benefici fiscali, contributivi e amministrativi. Alla fine di agosto 2025 si conclude infatti il primo triennio di operatività del RASD. Entro questa data, tutte le ASD e SSD dovranno accedere alla propria posizione sul Registro e verificare: In merito al punto 3 si precisa che vanno indicate le attività didattiche svolte (la comunicazione dei corsi realizzati e dei soci/tesserati partecipanti sono inviate dalle ASD/SSD, secondo le diverse procedure attivate dagli Organismi), oltre che le attività formative ed agonistiche, che dovrebbero essere caricate in automatico dagli Organismi affilianti. Il mancato aggiornamento della propria posizione RASD entro la scadenza del 31 agosto 2025 può determinare:

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Incarichi Giudiziari: CTU e CTP

Rassegna di Giurisprudenza : l’importanza della corretta applicazione delle disposizioni statutarie dei sodalizi sportivi

Non sempre viene compresa la significatività della corretta documentazione della vita associativa dell’ente e di quanto sia essenziale, per fruire delle agevolazioni fiscali, documentare correttamente la vita associativa, che dev’essere tenuta distinta dall’attività gestoria del Direttivo.  Ancora, il ruolo di associato, non va confuso con quello di tesserato. Con la presente segnaliamo alcune recenti sentenze giurisprudenziali per rimarcare l’importanza della corretta applicazione delle regole statutarie tipiche dei sodalizi sportivi. In particolare, quando faremo riferimento all’art. 148 del Tuir parliamo della norma che consente, verificate varie condizioni, di detassare le entrate derivanti da associati o tesserati, i c.d. corrispettivi specifici. La sentenza Cass. 3.1.2025 n. 62 nega le agevolazioni di cui all’art. 148 Tuir a una ASD in cui vi era coincidenza tra i soci fondatori con quelli della società che concedeva in locazione il complesso aziendale (una palestra); a tale circostanza si aggiungevano, inoltre, il mancato rinvenimento dell’atto costitutivo, del

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Co.co.co. sportivi e pensione quota 100

E’ giunta una importante sentenza dalla Corte dei Conti del Veneto che offre chiarimenti circa la situazione che ha provocato non pochi disguidi per i soggetti che hanno avviato rapporti cococo e che fossero anche andati in pensione con la cd “quota 100”. La sentenza n. 19 del 16 gennaio 2025 stabilisce che per le collaborazioni coordinate e continuative sportive instaurate ai sensi del decreto di riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021) i cui compensi non superano la soglia dei 5.000 euro è possibile mantenere il diritto alla pensione anticipata senza incorrere in contestazioni da parte dell’INPS. Secondo la Corte dei Conti infatti non sussistono i presupposti affinché l’INPS possa procedere al riconteggio del trattamento pensionistico avendo, il ricorrente, percepito un compenso da co.co.co. sportiva contenuto entro il limite di 5.000 euro. Il divieto di cumulo si poneva infatti l’obiettivo di garantire che il beneficiario dell’agevolazione uscisse definitivamente dal mercato del lavoro.

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Affitto o noleggio di strutture sportive fra ASD/SSD e regime IVA – Chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Con la risposta ad interpello n. 36/2025 l’Agenzia delle Entrate affronta un tema molto sentito: l’affitto o il noleggio di strutture sportive fra ASD/SSD e regime IVA. Secondo l’Agenzia delle Entrate: In merito al punto 1. è necessario che entrambe le parti possano regolarmente qualificarsi quali ASD/SSD e siano affiliati alla medesima Federazione Sportiva Nazionale o Ente di Promozione Sportiva o Disciplina Sportiva Associata (non è sufficiente il generico riferimento al CONI e/o al RASD). Inoltre lo statuto deve prevedere le clausole richieste dalla legge e dev’essere registrato. In merito al requisito sub 2. la risoluzione precisa che l’esclusione da IVA delle attività di noleggio dell’impianto sportivo può essere ammessa solo a condizione che il gestore continui a destinare lo stesso in via esclusiva allo svolgimento dell’attività sportiva di cui al proprio oggetto sociale, e che tale requisito deve essere rispettato anche dall’affittuaria e non è ammessa se l’attività di noleggio/affitto dell’impianto dovesse costituire

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