Stando alla recentissima Circolare 7 del 7.8.2026 dell’Agenzia delle Entrate è confermato che la cessione del diritto alle prestazioni dell’atleta da un ente sportivo dilettantistico (ASD o SSD a rl) ad una società sportiva professionistica rientra nel campo di applicazione dell’Iva.
Infatti era stato chiesto all’Agenzia delle Entrate se ad un compenso corrisposto a una ASD o SSD da parte di una società operante in ambito professionistico, in relazione alla cessione del contratto di un atleta, si potesse applicare l’esenzione dall’IVA, ai sensi dell’articolo 36-bis del d.l. n. 75 del 2023, in quanto prestazione “strettamente connessa con la pratica dello sport”.
Secondo l’Amministrazione Finanziaria la risposta è negativa, in quanto l’ente sportivo dilettantistico, nell’ambito della cessione in oggetto, non svolge alcuna prestazione connessa alla pratica sportiva, in quanto tale operazione non può dirsi funzionale, strettamente connessa o indispensabile per lo svolgimento della pratica sportiva. E inoltre il beneficiario della prestazione non è l’atleta, ovvero la persona che esercita la pratica sportiva, bensì la società professionistica che si avvarrà delle sue prestazioni.


